Sogno del 20/05/2005 di ILEANA


Io, Pauline (mia figlia) e Valeriana, mia cugina deceduta diversi anni fa, ci troviamo a fare spese a via di Porta dei Cavalieri, vicino ad un mio negozio ceduto 3 anni fa.
Vediamo un negozio di biancheria, dove io devo acquistare un capo per me, ma in effetti mi accorgo che questo negozio e' adibito per meta' ad articoli da regalo (lato sinistro) e per meta' (lato destro) ad articoli di biancheria. Chiedo spiegazioni alla signora che lo gestisce, e mi dice che e' stata costretta dal poco lavoro a suddividere il negozio in questo modo. Io approvo la cosa, le dico che ha fatto bene, ma poi non trovo il vestito che cerco.
In tre proseguiamo il cammino per il centro. Ora io sono sul motorino e Pauline e Valeriana mi seguono a piedi. C'e' una salita ripida, quasi a scala larga. Devo lasciare il motorino.
La strada diventa un po' buia.
Ci sono due o tre bimbi negri (di colore) in terra. Valeriana li calpesta, forse per errore, ma quando le chiedo spiegazioni risponde che non importa (quasi che siano evanescenti, forme mentali).
Arriviamo quasi su.
C'e' una specie di persiana che io stento ad aprire, ma loro due non mi aiutano. E' come se devo fare da sola.
Ora sulla sinistra, in alto c'e' un ragazzetto che canticchia un motivetto ed io gli faccio un po' il verso.
A questo punto c'e' qualcosa che non ricordo.
Poi scendiamo giu' e due o tre persone che sono li' mi dicono che il ragazzo di prima mi vuole tirare un sasso (sanpietrino). Forse perche' prima l'ho imitato con un tono un po' burlesco.
Io gli dico che chiamo la sicurezza... e d'improvviso il sasso si trasforma in un bambinetto bianco e roseo che il ragazzo sta dolcemente spupazzando.

 

 

 

 

 

 

Sogno Ileana 1 interpretazione di  Franca

Sogno di Ileana del 20/05/05 La somma dei numeri della data  2+5+5 = 12  ci preannuncia un sogno relativo all'Archetipo del "Sacrificio" (v.  www.teatrometafisico.it  archetipi), e' questo un Archetipo di prova, di sofferenza, di abnegazione, ma anche di perdono e di liberazione. Teniamo presente che Ileana e' rimasta vedova il 15/05/05 dopo ben 45 di matrimonio.
Io, (Ileana = splendore del sole) Pauline (= piccola) (mia figlia) e Valeriana (= sana e forte), mia cugina deceduta diversi anni fa, ci troviamo a fare spese a via di Porta dei Cavalieri(= soldati a cavallo), vicino ad un mio negozio ceduto 3 anni fa: la descrizione dei personaggi con i loro nomi e caratteristiche ci fornisce la materia prima della sogno e ci mostra subito le tre componenti della sognatrice:Valeriana, la cugina piu' grande, valente ma deceduta, e' relativa al suo passato; Io, Ileana, luce solare, e' relativa al suo presente; Pauline, la figlia, piccola, che ancora deve crescere, e' relativa al suo futuro. Questi tre aspetti di Ileana si trovano a  far spese. Il mercato in genere, il "fare spese" rappresenta la nostra possibilita' di acquisto, cio' che possiamo "acquisire" ad un determinato punto della vita. All'inizio del sogno il "luogo" e' Porta dei Cavalieri: la "Porta" e' una sorta di soglia che nel sogno immette nella parte piu' interna della psiche, essa e' custodita da "soldati a cavallo", sentinelle nobili ed in un certo senso aeree, "leggere", che si trovano piu' in alto rispetto ai comuni pedoni. Questa Porta e' vicina al negozio ceduto tre anni fa: il "far spese" sulla via, sul 'Sentiero" di tale Porta deriva da e passa per  il negozio ceduto 3 anni fa.  
Vediamo un negozio di biancheria, dove io devo acquistare un capo per me
: il negozio ceduto e' diventato un negozio di biancheria (= panni bianchi per uso della persona o per la casa), esso e' un luogo dove si vendono e si comprano, cioe' si danno e si ricevono "tessuti" (= vissuti)  bianchi,  ma in effetti mi accorgo che questo negozio e' adibito per meta' ad articoli da regalo (lato sinistro) e per meta' (lato destro) ad articoli di biancheria: l'identita' velata del negozio "ceduto" con il negozio di "biancheria" diventa palese allorche' la  sognatrice si accorge che esso e' diviso a meta': il lato sinistro e' adibito ad articoli da regalo (articoli di vendita del negozio ceduto), il lato destro e' adibito ad articoli di biancheria; ricordiamo che per l'Albero cabalistico il sinistro e' il lato del sentimento e che il destro e' il lato della ragione, allora questa "biancheria", questi "vissuti" bianchi, possono essere messi in relazione proprio con lo sviluppo armonico delle due colonne, destra e sinistra dell'Albero bianco di Ileana.
Chiedo spiegazioni alla signora che lo gestisce, e mi dice che e' stata costretta dal poco lavoro a suddividere il negozio in questo modo: la signora che gestisce il negozio rispecchia la stessa sognatrice ad un livello piu' alto, (visto che "gestisce" tutt'ora il negozio) e puo' rappresentare il mentale di Ileana; la signora ha cercato di modificare una situazione sfavorevole di poco lavoro relativa al lato sinistro, del sentimento, affiancando ad essa qualcosa di positivo sul lato destro, della ragione.
Io approvo la cosa, le dico che ha fatto bene, ma poi non trovo il vestito che cerco: il risultato finale, tuttavia, e'  un nulla di fatto: la "signora" non vende, non  da'; Ileana non compra, non riceve il vestito, cioe' l'indumento intimo (= interiore) che cerca, perche', ci dice, non trovo il vestito che cerco: e' insoddisfatta di quello che le puo' offrire il "negozio", il mercato  della vita in questo momento.
In tre proseguiamo il cammino per il centro. Lasciata la signora del negozio le tre donne si avviano verso il centro sempre alla ricerca dell'indumento. Al "Centro", all'interno della citta', e' forse piu' facile trovare la "biancheria" giusta. Ora io sono sul motorino e Pauline e Valeriana mi seguono a piedi. La sognatrice mette da parte passato (Valeriana) e futuro (Pauline) e tenta di andare al Centro in motorino, con un mezzo piu' veloce; il motorino corrisponde al "cavallo" dei guardiani della Porta ma... C'e' una salita ripida, quasi a scala larga. Devo lasciare il motorino, ...ma  la fatica della Via in salita, a scala larga impedisce l'uso del mezzo veloce. Ileana riprende la via a piedi, col passato, Valeriana e col futuro, Pauline, che aveva cercato di lasciare dietro, di dimenticare.
La strada diventa un po' buia: probabilmente "si fa sera", la sera della vita, e anche la luce viene meno, le difficolta' della Via aumentano.
Ci sono due o tre bimbi negri (di colore) in terra.Valeriana li calpesta, forse per errore, ma quando le chiedo spiegazioni risponde che non importa (quasi che siano evanescenti, forme mentali). Nella simbologia del "bianco e del nero" i bimbi "neri", intesi come pensieri, vengono considerati frutti del "male"; poco importa calpestarli, anzi, se sono errori del passato, Valeriana li calpesta non  per errore, ma per poter arrivare su. Infatti Arriviamo quasi su: una meta notevole e' stata quasi raggiunta, ma anche qui una prova attende la sognatrice.
C'e' una specie di persiana che io stento ad aprire, ma loro due non mi aiutano. E' come se devo fare da sola. La Porta iniziale e' ora divenuta una "persiana", una porta a strisce, che fa entrare, anche se solo parzialmente, aria e luce. Aprire questa persiana e' compito "solo" di Ileana (= splendore del Sole), infatti devo fare da sola.
Ora sulla sinistra, in alto c'e' un ragazzetto che canticchia un motivetto ed io gli faccio un po' il verso
: finalmente compare un personaggio maschile nel sogno, e' un ragazzetto, e sta in alto, sulla sinistra. A tale Personaggio possiamo attribuire la componente Coscienziale-intuitiva  di Ileana, il suo Principio-Principe Interiore, sublimazione del suo sentimento (sta in alto, sulla sinistra) al cui canto pero' lei non presta la dovuta attenzione, ma a cui fa il verso (= lo imita per burla).
A questo punto c'e' qualcosa che non ricordo. Questo non ricordo, questa mancanza di risonanza  del cuore, cela il dispiacere per non averLo riconosciuto.
Poi scendiamo giu' la sognatrice con le sue componenti di tempo-spazio (Valeriana, Pauline), torna gradualmente allo stato normale, cioe' giu', e li' due o tre persone le dicono che il ragazzo di prima le vuole tirare un sasso (sanpietrino). Forse perche' prima l'ha imitato con un tono un po' burlesco. Ileana si fa dire da "altri" quello che ben sa, cioe' che a non ascoltare con venerazione, rispetto e umilta' il ragazzetto che canticchia in noi si rischia il sanpietrino, si rischia di essere investiti da una ulteriore incarnazione come da un  sasso .
Io gli dico che chiamo la sicurezza... e d'improvviso il sasso si trasforma in un bambinetto bianco e roseo che il ragazzo sta dolcemente spupazzando: niente di grave, non c'e' da aver paura, il Fanciullo Interiore non ha mai fretta, ama e perdona, e per Lui il gioco continua....

Grazie. F.V.

 

 

 

 

 

Sogno di Ileana - Interpretazione di Natale

Ileana ha fatto questo sogno cinque gionrni dopo la morte del marito, Rodolfo. Ricordiamo che lei ha fatto parte del gruppo del CIS per anni, e che non ha più partecipato alle riunioni a causa della malattia del coniuge. La nostra cara amica tiene molto all'interpretazione di tale sogno da parte dei componenti del gruppo, e ciò è comprensibile, perché con esso, inconsciamente  ha tentato di elaborare il lutto, cercando di capire il "da fare" sia interiore che esteriore.
Cerchiamo dunque di affrontare questo "racconto" onirico, nella speranza di riuscire a scorgervi indicazioni e suggerimenti più o meno velati che Ileana dà ad Ileana. Lo abbiamo letto e riletto ed alla fine, crediamo di aver individuato il cuore del sogno. Il nucleo di esso è tutto nella frase:
"Vediamo un negozio di biancheria, ove io debbo acquistare un capo x me".
Che ogni sogno costituisca una visitazione della terra interiore, non ci piove. Che Ileana, quindi, scenda nella propria interiorità per "curare" la sua ferita, il suo dolore, ci sembra scontato.  Suo marito non è più, e lei si sente come svestita, "nuda", esposta ai venti della vita. Occorre perciò della biancheria o delle vesti che la coprano, la difendano, che fungano da tetto, da riparo: devo acquistare un capo x me". Ileana ha bisogno di una guida interiore che le indichi la strada, un capo che le dica cosa c'è da fare, lo sposo interiore che per tanti decenni ha permesso alla sua coscienza di varcare i confini dell' "io", per abbracciare l'estensione del "noi". Questa ricerca interiore assomiglia molto alla discesa agli inferi di Orfeo, solo che nel nostro caso è Euridice che cerca l'amato, il "capo". Questo è molto bello: non solo Ileana ha assistito il marito fino al limite della vita, ma, varcando la soglia degli "inferi", cerca di ricondurlo da questa parte (strappandolo dunque alla morte), per "risistemarlo" laddove era il suo posto: nel suo cuore. Ma il vestito che cerca, il capo, non lo trova. Non può trovarlo, perché l'approccio è sbagliato: non può essere comprato, non può essere oggetto di scambio: una interpretazione di sogno non può regalarlo. Il sogno sta dunque dicendo ad Ileana che il capo, il vestito non può più essere materiale, ma sottile, spirituale.  Ed ecco che la scena onirica cambia: occorre un motorino, la tecnica, una tecnica. Ogni misticismo religioso ne offre una, numerose sono dunque le tecniche per "comprare" una veste di luce, perché alla fine di questo si tratta: Ileana ha bisogno di una veste di luce, della prova dell'esistenza dell' anima immortale, perché la conoscenza dell'archetipo della morte le ha posto davanti, dopo il chi siamo? ed il da dove veniamo?, il dove andiamo?  Quel noi che è stato oscurato dalla perdita di Rodolfo (a cui inviamo pensieri affettuosi) deve essere subito ricostruito, ricercato grazie al motorino, cioè alla tecnica. Cristo ha detto Io sono la Via, la verità, la Vita, ed anche Io sarò con voi fino alla fine dei tempi. Ora, se Egli, come un sole, ha posto nel cuore di ognuno di noi un raggio della sua Luce che è Vita manifesta di quella Universale Vita Paterna che tutto ha posto in essere; se Egli ci dice che non vi è altra verià che questa: noi tutti siamo Uno in Dio; se Egli ci promette che seguendo questo insegnamento si trova la Verità dopo aver sconfitto ogni egoismo o falso io illusorio - dopo tutto questo, a cosa si riduce la tecnica, se non a rinunciare a cercare quanto già si possiede dai secoli dei secoli? Se la nostra vera essenza è Luce, Se Rodolfo (era) è manifestazione di questa Luce, così come lo è Ileana, che bisogno ha il coniuge superstite di cercare un vestito, quando possiede il più bel vestito del mondo?  Il vero NOI non è una somma di tanti illusori e inconsistenti piccoli e ridicoli io. Il vero NOI è Buddhità, riscoperta della nostra vera essenza; è Cristicità, riscoperta della nostra vera natura di figli di Dio (ci creò a Sua immagine).  L'uomo, cara Ileana, se crede di essere solo corpo, è proprio un sanpietrino canterino, che come un camaleonte sa trasformarsi cambiando pelle, e che attira continuamente canzonature da ogni dove. Ma se riesce a scoprire dentro di sé la PIETRA immutabile, il CRISTO, può finalmente edificare il suo tempio ed aspettare pazientemente che sia Pentecoste. Quando si dice la vita continua, la frase va capita: la morte riguarda solo i corpi: la Luce, La Verità, la Vita non può che essere eterna. Il non essere lo lasciamo alla vuota speculazione filosofica(?) di nichilisti e di deboli pensieri: l'Essere non può contraddirsi.

Ciao, Nat.

 

 

 

Sogno di Ileana – interpretazione di Maurizio

Il sogno di Ileana è successivo ad un evento molto importante: la recentissima scomparsa - dopo una lunga malattia - del marito Rolando, con il quale ha condiviso gran parte della sua esistenza. Non posso, dunque, nel tentativo di interpretare il racconto onirico, prescindere da questo avvenimento fondamentale. La fase nella quale Ileana sta entrando è connessa con una trasformazione di sé in cui certamente il suo inconscio cerca di trovare degli spunti di sopravvivenza rispetto all’evento doloroso e anche di rinnovamento individuale, essendo molto importante recuperare sé stessa e reinventare la propria vita in modo diverso, per forza di cose nuovo rispetto ad una situazione matrimoniale consolidata da tanto tempo. Per questi motivi Ileana viene accompagnata nel viaggio onirico da due figure amiche, con probabile funzione di sostegno: sua figlia Pauline, che può raffigurare – per identificazione - lei stessa da giovane in un’epoca antecedente l’incontro con Rolando; più difficile rintracciare senza ulteriori suggerimenti da parte della sognatrice il significato simbolico della cugina Valeriana, “deceduta diversi anni fa”. Potrebbe indicare, per ipotesi, sempre il periodo giovanile della vita di Ileana, oppure un particolare carattere desiderato o un atteggiamento che da molti anni la protagonista ritiene di aver perduto definitivamente e che, invece, si ripresenta nel sogno. In altre parole, Ileana sembra voler ritornare ad una sua condizione di molti anni fa, per recuperare qualcosa e ripartire da lì, magari saggiando la possibilità di coltivare quei lati della personalità che allora erano stati accantonati. La sognatrice vuole acquistare “un capo per me”, cioè un’idea, una direzione, una guida, e lo cerca nel negozio dell’‘intimo’, della biancheria. Il negozio però è diviso a metà, e ciò per motivi economici: la signora che lo gestisce ha dovuto introdurre un reparto di “articoli da regalo” sulla sinistra, mentre a destra della rivendita permangono gli “articoli di biancheria” che ne costituiscono la motivazione originaria. La sognatrice comprende la motivazione economica (letteralmente, dal greco, oikos-nomìa = amministrazione della casa) di tale scelta e approva, forse perché anche lei ha dovuto adibire una parte della sua vita – come avviene naturalmente per una madre e una moglie – a “regalo”, cioè a donazione di sé, sacrificando la parte più intima e individuale in una posizione limitativa: la sinistra è il cuore, la destra il dovere, la regola. Ileana, comunque, non trova il vestito: non è facile rintracciare quella parte di personalità vagheggiata e desiderata. Il sogno suggerisce di incamminarsi verso il centro, cioè di trovare simbolicamente la componente più individuale e profonda. Ricordiamo che, secondo la psicologia analitica di Jung, lo sviluppo della individualità passa attraverso un processo denominato appunto centroversione. L’io del sogno, essendo l’integrazione dei sottoinsiemi della personalità identificati con Pauline e Valeriana e avendo ormai acquisito – con gli anni - una certa maturità, procede in motorino, cioè è in parte facilitata nel cammino della centroversione, ma non del tutto. Trattandosi, infatti, di un percorso ascendente, ripido e difficile, che si inoltra in regioni crepuscolari rispetto a quelle della coscienza ordinaria, le normali strategie non sono veramente utili, vanno abbandonate: il motorino dev’essere lasciato. Valeriana, componente psichica decisa, oltrepassa senza esitazione anche “due o tre bimbi negri” che si trovano per terra: questi ultimi possono forse rappresentare elementi un tempo vitali della coscienza e poi abortiti, cioè accantonati, lasciati morire. Lo fa senza dare loro valore, consapevole che è necessario andare avanti, senza ulteriori esitazioni e rimpianti. E’ l’io del sogno, però, Ileana stessa, che deve da sola aprire una finestra, in alto. La figura finale del “ragazzetto” risulta enigmatica e relativamente inquietante: spensierato e canticchiante, eppure pronto a reagire in maniera aggressiva alla burla – al tentativo di sdrammatizzazione - della sognatrice, brandendo un grosso sasso. Quasi che l’episodio rappresenti una domanda non espressa della sognatrice: in alto, dopo la fatica dell’ascesa, che cosa c’è, serenità, gioco, spensieratezza, oppure pericolo, qualcosa da cui bisogna difendersi e per la quale è meglio ricorrere alla “sicurezza”, cioè è meglio rimanere vincolati alle certezze già acquisite? Il racconto onirico non offre una risposta particolareggiata e definitiva, ma lascia soltanto intravvedere che l’apparente pericolo, l’apparente mancanza di sicurezze, nasconde in realtà un rinnovamento, un “bambinetto bianco e roseo”… 

 

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